A tavola, Galateo e bon ton

Il sedersi a tavola per mangiare, è un’azione scontata che ogni giorno facciamo, in primis per nutrirci, ma davvero conosciamo il modo giusto per farlo? Ognuno, la vive e la vede secondo le proprie etiche, insegnamenti, comportamenti, gusti, a volte fatto tutto alla perfezione o all’opposto tutto a caso che non vuol dire sia sbagliato, anzi, l’importante è tenere sempre bene a mente di rispettare chi si ha attorno senza criticare o voler essere superiori.

Con questo articolo, WMK, espande le tematiche che tratta già a 360 gradi, consigliando a chi non ha ben chiaro o non lo sa, un breve vademecum sul bon ton, il galateo del come comportarsi a tavola, che sia nelle occasioni più spartane di tutti i giorni, alle quelle di gala.

Di fatto, la prima considerazione da tenere a mente, è la situazione, la location, e con chi si consuma tale abitudine, ma, precisiamo già da subito, che non ci sono regole obbligate da seguire… ognuno può far ciò che vuole, basta rispettarsi e rispettare.

Se, però, siamo affascinati da un determinato ambiente, romantici, e amiamo vivere come in un sogno, ammaliati da ciò che dalla televisione guardiamo in certi contesti… quei saloni eleganti, con lunghissime tavole, sedie possenti, gente elegante, drappi setosi come tendaggi alle finestre e alle tavole, lampadari e candelabri di un eleganza e maestosità regali, allora siete già saliti in questo viaggio. Allacciamo le cinture e via!!!

Suddivisione dei pasti

Nel nostro quotidiano siamo abituati a differenziare il sedersi a tavola suddividendolo in tre parti: colazione, pranzo e cena.
Questo vale per la stragrande maggioranza, ma visto che siamo partiti in questo “viaggio” usiamo terminologie minuziose adottate dal galateo più intransigente… E dalle tre categorie precedentemente elencate passiamo a quattro.

1) La prima colazione: primo pasto della giornata, quello che si fruisce appena svegliati, negli USA chiamato breakfast.

2) La Colazione: è considerato la mangiata di mezzogiorno.

3) Il Pranzo: è il pasto serale che si conviene di solito, verso le venti e venti e trenta

4) La Cena: è il pasto consumabile dopo le ventuno di sera, può procrastinare a tarda nottata, l’invito dei commensali è d’obbligo sempre, dopo le ventuno e trenta.

Quindi se vi invitano appena svegli non è colazione ma prima colazione. Conseguentemente, se vi invitano a pranzare a mezzogiorno o giù di lì, non è pranzo ma colazione, ovvio se vi invitano a cena non è più a cena ma diviene pranzo. Se ci sono situazioni particolari dove il pranzo è consumabile dopo le ventuno si chiama cena.

A tavola

Detto questo passiamo al bon ton, il vero galateo, sul come porsi a tavola.

Se ospitati, non si arriva mai a casa degli ospitanti a mani vuote. Di norma, si porta per i padroni di casa una bottiglia di vino per lui e per lei un mazzo di fiori, in alternativa dei un dolce o scatola di cioccolatini.

Prima regola sedersi senza strisciare le sedie, se si è in più coppie, l’uomo siede sempre a destra della donna ed è di buon uso che l’uomo faccia sedere la dama prima di se stesso, accompagnandola e mostrandole l’invito alla seduta.

La seduta in posizione non deve essere ricurva e vicina alle stoviglie e tavola, ma rimanere diritti, portando il cibo alla bocca con posate e bicchieri, alzando con decoro le braccia, mai la testa e la bocca verso quest’ultimi alzando il braccio.

Vietato appoggiare i gomiti sulla tavola, ma tenerli lungo l’asse dei fianchi.
Appena accomodati si spiega il tovagliolo sulle ginocchia, (assolutamente da non fare legarlo intorno al collo o infilarlo nel collo degli abiti). Concluso, il rituale non si ripiega, ma lo si appoggia alla sinistra del piatto prima di procedere ad alzarsi dalla tavola.

Mani pulite

Difficilmente si arriva con le mani pulite, quindi o si usano detergenti a salvietta o liquidi specifici igienizanti che non è un bel vedere o di norma in occasioni si chiede il permesso al padrone di casa di andare a lavarsele in toilette, mai in cucina, ovvio in ristoranti si chiede ai camerieri o ai concierge di sala dove si trova la toilette.

Non si inizia subito a consumare, ma si aspetta che tutti i commensali siano rigorosamente serviti e che i padroni inizino. Se i padroni di casa invitano i commensali ad iniziare lo stesso per non far raffreddare il cibo, è obbligo iniziare. Questa regola decade qualora vi sia un elevato numero di commensali e le pietanze siano calde si può iniziare lo stesso senza che i padroni diano il permesso, se le pietanze invece sono fredde vale la regola principale e si aspetta.

Bisogna servirsi dal piatto di portata con le apposite posate date in dotazione e non si può utilizzare la propria forchetta privata già utilizzata e portata alla bocca, mai servirsi direttamente dai piatti di portata ma deviare sul proprio piatto personale. Le salse sono comprese su tale etica, messe prima sul piatto mai distribuite direttamente sul cibo.

Discorso omonimo per il cucchiaino del caffè : non si utilizza una seconda o più volte per prendere altro zucchero se già immerso nella propria tazzina nel liquido, una volta mescolato il caffè non si succhia ma si appoggia delicatamente sulla sottotazzina. Nel mescolare il liquido non vi deve essere nessuno rumore di sbattio tra le pareti della tazzina.

Caldo e freddo

Se una pietanza è troppo calda è incivile soffiare per raffreddarla, la si taglia delicatamente in piccole porzioni (attenzione la si taglia in porzioni monodose, una porzione per volta, mai tagliare tutta la pietanza in un unica soluzione) e la si assaggia a piccoli bocconi in modo che si raffreddi.

Il pane non va tagliato (se non è già tale), ma spezzato e i grissini mai morsi ma spezzati.

Le posate non devono sbattacchiare facendo rumori molesti e disturbatori, se vi sono scarti in bocca, non si sputato sul piatto, ma con la posata si fanno scivolare su di essa successivamente sul piatto, se si utilizzano le mani si fanno scivolare col pugno chiuso e delicatamente poi posti sul piatto.

Pulirsi sempre la mano che si utilizza per questa situazione sul tovagliolo o usare appositi contenitori, rigorosamente personali dette coppette lavadita, e non si passa mai cibarie ad altri commensali con la mano appena utilizzata a tale uso.

Il bere

Prima di bere si deve obbligatoriamente pulirsi la bocca e le mani ogni volta che si sorseggia, sul tovagliolo, prima di impugnare il bicchiere. Mai bere con la bocca piena.

Precisazione: impariamo velocemente i tipi di bicchieri per non insorgere in figure magre che vanno sempre posizionati al lato sulla destra alta rispetto il centro del piatto.

Il bicchiere dell’acqua è sempre il primo e il più grande, ed è il primo in ordine partendo dalla destra dal basso, il bicchiere del vino rosso, che è più piccolo di quello dell’acqua e leggermente più grande di quello del vino bianco, successivamente vi è il bicchiere del vino bianco.

Ulteriormente a codesti di portata c’è il bicchiere da dessert o il flute a stelo lungo e calice stretto, indicato per gli spumanti secchi, o la coppa dal calice largo, indicata per gli spumanti più dolci. Non si deve mai riempire fino all’orlo i bicchieri, è di rispetto ed eleganza versare una piccola quantità di liquido per un primo assaggio per poi procedere a ciò che si desidera. Non volendo che il bicchiere venga riempito, non lo si deve né spostare né violentemente urtare e coprirlo con la mani, ma con un cenno elegante della mano si discentisce.

Le pietanze

È di regola mai rifiutare ciò che viene servito. Se non sono di nostro gradimento, se sono già servite sul piatto come quantità fissa, o nel caso vi sia la possibilità di decidere personalmente la quantità da servirsi, ci si serve con piccole quantità.

In entrambi i casi si assaggeranno leggermente e si lascerà il resto nel piatto, opzionabilmente per sgattabugliarsela se sono sempre in piatto da portata, si può esclamare: “sono sazio”, potendo così decidere di non prenderne.

Nelle pause, le posate (forchetta e coltello) si posizionano con le punte oblique incrociate tra di loro come a formare una X, i steli della forchetta all’ingiù e la lama del coltello in direzione del centro del piatto, e la forchetta va tenuta alla sinistra appoggiata sopra il coltello che sarà sulla destra. Vietato appoggiarle sulla tovaglia.

Al termine del pasto si lasciano le posate alla destra, sul piatto, perpendicolarmente al commensale con i manici sul bordo rivolti verso il basso. La posizione punta coltello e steli forchetta, rimane invariata come per la pausa.

Conclusione

Queste ovviamente non sono tutte le regole del bon ton della tavola, ma le principali necessarie per differenziarsi dalla massa.

Speriamo di avervi fatto cosa gradita, e soprattutto ne troviate utilità e giovamento. La redazione di WMK, si congeda dedicandovi come sempre una frase…

“La golosità ha sull’amore mille vantaggi. Ma il più importante è che, mentre bisogna essere in due per abbandonarsi all’amore, si può praticare la golosità da soli, anche se l’abate Morellet ha detto: “Per mangiare un tacchino al tartufo bisogna essere in due: il tacchino e se stessi.”
(CITAZIONE: Guy de Maupassant)”.

W.M.K.

Redattore-Grafico di W.M.K.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *